Ci siamo sempre chiesti perche’ si continua a dire che le api siano fondamentali per la sopravvivenza dell’uomo.
Einstein sosteneva che “se le api si estinguessero,all’uomo non resterebbero che 4 anni di vita”.
Un fisico che parla di entomologia?No…
Questa frase in realta’ risale al 1994,quasi 40 anni dopo la sua morte,apparendo scritta sul volantino di una manifestazione degli apicoltori europei per le strade di Bruxelles.
Tale affermazione non ha valenza scientifica,e’ pero’ diffusa l’opinione comune che le api siano sull’orlo dell’estinzione e,se cio’ avvenisse,scomparirebbe la vita.
C’e’ una buona notizia!
La specie chiamata Apis Mellifera non e’ a rischio d’estinzione.
E’ originaria di Eurasia e Africa,introdotta in America e Australia con grande successo e grazie alle APICOLTURE le sue colonie stanno notevolmente crescendo.
Geslin et al,nel 2017,specifico’ che l’apicoltura e’ aumentata del 45% nell’ultimo secolo e ad oggi,Apis Mellifera,e’ la specie piu’ allevata introdotta in natura.
Le api sono ottimi impollinatori,allevarle e’ abbastanza semplice,il successo e’ garantito perche’ il miele di apicoltura si distingue in quanto naturale e privo di conservanti,il vero miele,con il freddo nella parte sotto del vasetto diventa piu’ compatto perche’ si cristallizza…cosa che non succedera’ mai acquistandolo al di fuori di un’apicoltura perche’ trattato,quindi non naturale.
Sheila Colla,Assistant Professor alla York University di Toronto,dice che “l’apicoltura serve alle persone,non e’ un metodo per conservare la specie.Nei paesi in cui Apis Mellifera e’ stata introdotta,l’elevata densita’ delle loro colonie ha aumentato la competizione con le specie native,causando in alcuni casi addirittura un pericoloso declino di queste ultime”.
L’ape domestica ha un vantaggio rispetto agli altri imenotteri impollinatori perche’ e’ cosmopolita,generalista e protetta dagli apicoltori;lo sostiene Mauro Mandrioli che e’ Prof. Associato in Genetica all’Universita’ di Modena e Reggio Emilia.
Se pensiamo ad un’ape automaticamente pensiamo ai fiori e al miele.
Mandrioli dice che “esistono tra le cento e le duecentomila diverse specie animali in grado di agire da impollinatori e solo il 15% dei vegetali si “appoggia” in realta’ alle api domestiche e per giunta non in forma esclusiva:molte piante preferiscono infatti affidarsi contemporaneamente a piu’ “servizi di trasporto”.
Altri impollinatori sono gli imenotteri,i coleotteri,gli emitteri,gli uccelli e i mammiferi.
E’ molto evidente come le campagne in loro difesa siano spesso mosse dalla visione antropocentrica della natura;e’ chiaro che se qualcosa puo’ essere utile all’essere umano,deve essere tutelato.
Se proteggiamo le api,portando una rigida regolamentazione delle pratiche agricole ed una riduzione di pesticidi e tutti i prodotti nocivi,andiamo in automatico a proteggere tutti gli insetti impollinatori che sono una risorsa fondamentale per la vita sulla terra.
Meno si influenza la natura e piu’ ne avremo sani risultati;se dobbiamo proprio utilizzare prodotti di un certo tipo,cerchiamo di farlo nel modo piu’ sano possibile e meno dannoso.
Siamo cio’ che mangiamo.
Non bruciate le api,non uccidetele;chiamate un apicoltore della vostra zona che provvedera’ a venire a recuperarle.
Salviamoci la VITA!




