Proprio in queste ore,11 anni fa’,erano gia’ iniziate quelle precipitazioni che purtoppo portarono all’allagamento di mezzo Veneto con ben 130 comuni colpiti dall’alluvione,500.000 persone coinvolte e 32 cedimenti arginali.
La Regione ha realizzato,e non con facilita’,centinaia di cantieri di mitigazione del rischio idrogeologico e proprio grazie a questi importanti lavori non si sono piu’ verificati allagamenti cosi’ gravi come nel 2010,specialmente negli anni 2018-2019-2020 in cui sono si sono registrate precipitazioni maggiori del 2010.
L’alluvione si e’ verificata a seguito di una perturbazione di origine atlantica che porto’ sulla Regione Veneto persistenti piogge proprio dal 31 ottobre.
Si aggiunse poi il caldo vento di scirocco che,oltre a sciogliere la neve nelle montagne nei giorni precedenti,impedi’ il normale deflusso dei fiumi in mare Adriatico.
Sono stati interessati 140 km quadrati di territorio.
Abbiamo visto lo straripamento dei fiumi Timonchio,Bacchiglione,Alpone,Tramigna e Frassine colpendo Vicenza,Padova e Verona.
Numerosi smottamenti hanno colpito Treviso e Belluno.
La conta dei danni fu spaventosa,si registro’ qualche morto e ci fu’ molto da lavorare per tornare alla normalita’ il prima possibile.
Un evento che rimane indelebile sulla pelle e sulla mente di colore che lo hanno vissuto,soprattutto di coloro che hanno perso anni di lavoro in pochi attimi.
Ricordiamo questo brutto momento,ci auguriamo non ne avvengano di nuovi.
Nelle foto alcune immagini di parte degli allagamenti e relativo conteggio dei danni.
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