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Un vecchio proverbio dice:”se c’è il sole a Candelora dell’inverno semo fora,ma se piove e tira vento dell’inverno semo dentro”.
È la festa che ricorda la presentazione di Gesù presso il tempio di Gerusalemme.
Non è una festa che nasce con il Cristianesimo ma nella sua storia emergono credenze folkloristiche e precristiane legate alla fine della stagione invernale e all’avvicinarsi della primavera.
Nel Vangelo di Luca si legge che Maria e Giuseppe portarono Gesù al tempio 40 giorni dopo la sua nascita e San Simeone il Vecchio lo riconobbe come Messia e disse che sarebbe stato “Luce per illuminare le genti”.
Nasce da qui la liturgia della benedizione delle candele.
Secondo altre tradizioni,invece,la Candelora dedica il tempo all’avvicinarsi della primavera e alla fine dell’inverno.
Una caratteristica comune a tutte queste tradizioni è che l’arrivo della bella stagione porta un aumento della luminosita’,sia per il miglioramento delle condizioni meteorologiche sia per l’allungamento delle giornate.
Si festeggia così l’inizio di un nuovo ciclo vitale come per i raccolti sperando in una stagione propizia.
In alcune regioni viene chiamato “Giorno dell’orso” perché la leggenda racconta che l’orso si sveglia dal letargo e quando esce dalla tana valuta se il tempo è abbastanza buono per uscirne definitivamente.
Nel giorno della Candelora,2 febbraio, vengono benedette le candele che poi ognuno accende in casa propria perché simboleggiano purificazione e Luce.
La Candelora,inoltre,pone fine al periodo di Natale e la tradizione vuole che gli addobbi di Natale e il Presepe si tolgano il 2 febbraio.
Oggi alziamo gli occhi al cielo e guardiamolo,se sarà coperto di nubi,nevica o c’è vento…ci siamo ancora dentro per 40 giorni,ma se c’è il sole ne siamo fuori!

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