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🛑DA LEGGERE ATTENTAMENTE. RISCHIO GELATE. Attenzione alle piante sopratutto quelle già in fioritura o in procinto di fioritura.. e allora vediamo come arginare i danni da gelate primaverili sugli alberi da frutto.
🎯Come è possibile proteggere le piante ed i fiori dalle gelate primaverili? Che danni possono arrecare le gelate tardive alle produzioni fruttifere? Come si possono ridurre i danni da brinate primaverili sulle piante da frutto?Quali sono le specie più a rischio? Quali sono le temperature soglia?
Per rispondere a queste domande dobbiamo prima chiarire quale sia la differenza tra gelo primaverile e gelo invernale.
👉🏻Una pianta da frutto decidua, come potrebbe essere un Albicocco, può resistere a gelate invernali ben inferiori ai -15°C, tuttavia a differenza, i suoi germogli e fiori, essendo ricchi di acqua, possono disidratarsi, morire e cadere invece con le gelate primaverili ecco quindi il danno che può essere ben evidente.
👉🏻Aspetto importante è che la soglia di gelo che una pianta può sopportare, senza subire danni, dipende dal proprio stadio fenologico che, ovviamente, è ben diverso in inverno, rispetto alla primavera.
Uno dei grossi problemi attribuibili al surriscaldamento globale è la precocità con cui si manifesta la primavera; in febbraio il sole può iniziare a scaldare e, se l’aria presente sopra di noi è mite, può trarre in inganno le nostre piante da frutto come successo anche quest’anno.

👉🏻Per molte #Drupacee (albicocco, susino, ciliegio e pesco) sono sufficienti pochi giorni con temperature massime prossime ai 20°C per fare sbocciare i teneri fiori; questi sono sensibili ai ritorni di freddo e, se danneggiati, non potranno “trasformarsi” in frutti. Anche i frutticini appena allegati sono molto poco resistenti al gelo e, quindi, da quando inizia la fioritura, fino alla maturazione dei frutti, ogni gelata rappresenta un grosso rischio.

(Ogni specie inizia il germogliamento in epoche diverse, piante come Albicocchi e Mandorli sono tra i più precoci a fiorire, mentre Meli e Peri sono tra gli ultimi a fiorire. Altre piante, come i Kiwi o i Kaki, pur fiorendo in Maggio, germogliano ben prima ed i teneri germogli, che formeranno poi i fiori, sono altrettanto danneggiabili dalle gelate primaverili)

👉Ma cosa succede ad un fiore dopo una gelida Nottata?
Le notti a rischio di brinata primaverile sono quelle in cui il cielo è sereno e vi è assenza di vento, questo determina un forte IRRAGGIAMENTO notturno che, in zone soggette ad inversioni termiche, può portare le temperature minime sotto gli 0°C .
Poi si possono registrare anche gelate a seguito di AVVEZIONI di aria particolarmente fredda, ma questo tipo di gelate dovrebbe essere più consono alla stagione invernale.
⚠️A seconda dell’entità del gelo avremo un danno su una certa percentuale di fiori, differenze possono riscontrarsi anche tra fiori ancora chiusi e quelli che hanno già perso i petali. Un fiore (o un frutticino) danneggiato si presenta dal colore bruno-nerastro, se lo osserviamo attentamente vediamo una esfogliazione chiamata necrosi diffusa che, se raggiunge l’embrione del “futuro” frutto, ne determina la cascola.

👉Quali sono le temperature soglia x un danno?
Fiori, frutticini e germogli di specie diverse hanno diversa resistenza alle gelate primaverili; inoltre la resistenza al gelo dipende anche dallo stadio di sviluppo (gemma gonfia, fiore chiuso, fiore aperto, frutticino allegato etc..). Da osservare attentamente la mappa riportata.

👉Come ci si prova difendere le piante da frutto dalle gelate tardive?
Con costi maggiori si possono prevenire i danni anche tramite Difese Attive, ovvero con tecniche che limitano i danni quando una gelata tardiva si verifica. Tutte queste difese, diversamente da alcuni tipi di protezione invernale, richiedono dispendio di energia e devono essere messe in atto solo quando vi è la concreta possibilità di brinate primaverili, ecco le principali:

🔴Irrigazione Antibrina : questa tecnica sfrutta il fatto che l’acqua, passando dallo stato liquido a quello solido, sprigiona energia termica. L’acqua, ghiacciando, libera quindi calore che impedisce un ulteriore raffreddamento. L’acqua irrorata si deposita sui fiori, congelandosi riscalda l’aria circostante mantenendo una temperatura prossima al punto di congelamento (circa 0°C), quando quella dell’aria è, magari, di -6°C. Importante appunto dire che temperature di 0°C non comportano quasi mai una sostanziale perdita di produzione.

🔴Candele Antigelo : Si tratta di collocare un certo numero di lampadine in prossimità della base delle piante, il calore sprigionato, salendo verso l’alto, riscalda l’aria ed impedisce gelate per irraggiamento notturno, quando le temperature sono nell’ordine dei -4°/-5°C.
⚠️ ATTENZIONE: Questa tecnica è utilizzabile solo in assenza di vento e per le gelate da irraggiamento.

🔴Ventilatori : In condizioni di inversione termica l’aria fredda si deposita nei bassi strati, mentre quella calda sale verso l’alto. Questa tecnica utilizza degli enormi ventilatori allo scopo di “rimescolare” gli strati d’aria e non permettere l’instaurarsi dell’inversione termica, con conseguente formazione di brina nei primi 3-4 metri dal suolo.
⚠️ATTENZIONE: Come la precedente, questa tecnica è poco efficace per gelate da avvezione di aria gelida/fredda.

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